DATI
Il divario digitale tra PMI e grandi imprese nei numeri ISTAT: dove si allarga e cosa significa
I dati ISTAT sulla digitalizzazione: cloud al 68,1%, ma gestionali evoluti nel 48,8% delle PMI contro l'85,9% delle grandi. Il divario si allarga dove conta di più.
Redazione · 8 aprile 2026
La digitalizzazione delle imprese italiane avanza, ma non avanza insieme. I dati della rilevazione Imprese e ICT dell’ISTAT, pubblicati a dicembre 2025, dicono in sintesi questo: sulle tecnologie di base le PMI hanno quasi chiuso il distacco dalle grandi imprese, mentre sulle tecnologie che producono vantaggio competitivo, dai gestionali integrati all’analisi dei dati fino all’AI, il divario resta enorme e in alcuni casi si sta allargando.
Perché ti riguarda: i tuoi concorrenti diretti sono nella tua stessa classe dimensionale. Sapere dove sta la media delle PMI italiane dice se la tua azienda sta accumulando un vantaggio o un ritardo, e su quali voci.
Dove le PMI hanno recuperato?
Sul cloud. Il 68,1% delle imprese con almeno 10 addetti acquista servizi di cloud computing di livello intermedio o avanzato, in crescita rispetto all’anno precedente. La posta elettronica in cloud, i documenti condivisi, i software in abbonamento sono ormai normalità anche nelle aziende da 15 dipendenti: la barriera di ingresso, su questo fronte, è caduta.
È il dato che chiude una fase: la digitalizzazione di base non è più il problema. Un’impresa italiana media ha connettività, strumenti in cloud e canali digitali minimi. La partita si è spostata un piano più su.
Dove il divario resta profondo?
Su tre fronti, e sono quelli che pesano sui margini.
I gestionali integrati. Il software gestionale evoluto, quello che fa condividere le informazioni tra amministrazione, magazzino e vendite, è usato dall’85,9% delle grandi imprese ma solo dal 48,8% delle PMI. Più di metà delle piccole e medie aziende italiane lavora con dati frammentati tra strumenti che non si parlano. È il divario più costoso, perché tutti gli altri ci si appoggiano sopra: senza dati integrati, l’analisi e l’automazione restano teoria.
L’analisi dei dati. La pratica l’ISTAT la fotografa così: le grandi imprese che fanno analisi dei dati sono l’83,6%, le PMI il 41,9%. Il rapporto è di due a uno. Significa che nella maggioranza delle PMI le decisioni su prezzi, acquisti e magazzino si prendono ancora su esperienza e fogli di calcolo, mentre i concorrenti strutturati misurano.
L’intelligenza artificiale. Il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti usa tecnologie di AI, il doppio dell’anno precedente. Ma la crescita è trainata dall’alto: le grandi sono passate al 53,1%, le PMI si fermano al 15,7%. In valore assoluto il distacco tra le due classi si è allargato, non ridotto. Avevamo analizzato il dato in dettaglio nel commento alla rilevazione sull’AI: un’impresa grande su due usa l’AI, una piccola su sei.
E le vendite online?
Restano il punto debole di tutto il sistema: vende online il 14,7% delle imprese con almeno 10 addetti. Il dato sale al 34,6% nell’alloggio e ristorazione, dove le piattaforme di prenotazione fanno da traino, e al 19,1% nel commercio. Per il resto dell’economia, e per il B2B in particolare, il canale digitale di vendita è ancora un’eccezione. Chi opera in settori dove i concorrenti non vendono online ha davanti una finestra: essere il primo fornitore del proprio settore con un canale digitale ordinato è un vantaggio che dura finché gli altri non si muovono.
I numeri, in sintesi
- Cloud di livello intermedio o avanzato: 68,1% delle imprese 10+ addetti
- Gestionale evoluto: 48,8% nelle PMI, 85,9% nelle grandi
- Analisi dei dati: 41,9% nelle PMI, 83,6% nelle grandi
- AI: 15,7% nelle PMI, 53,1% nelle grandi
- Vendite online: 14,7% del totale
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025.
Come leggere questi numeri se guidi una PMI?
Primo: la classifica delle priorità è scritta nei dati. Il divario più grande e più fertile è quello sui dati integrati. Prima il gestionale che unifica le informazioni, poi l’analisi, poi l’AI: invertire l’ordine, come fanno molte aziende attratte dal progetto AI di vetrina, significa costruire il tetto senza i muri. Per chi parte da questa valutazione abbiamo pubblicato i criteri di scelta di un gestionale per PMI.
Secondo: la media nazionale è un riferimento, non un traguardo. Stare al 48,8% delle PMI con un gestionale integrato significa stare nella metà che compete ad armi pari con le imprese strutturate; l’altra metà compete in svantaggio e spesso non lo sa, perché il costo della frammentazione non arriva mai come una fattura, ma come ore perse, errori di magazzino e margini che si assottigliano.
Terzo: il divario è anche un’informazione sui tuoi clienti e fornitori. Se lavori nella filiera di imprese grandi, quelle imprese all’83,6% analizzano i dati e a maggioranza usano l’AI: chiederanno ai fornitori tempi, tracciabilità e formati coerenti con i loro sistemi. Il ritardo digitale, nelle filiere, si paga due volte: sui propri costi e sui requisiti dei clienti.